Omelia Santa Pasqua 2012


Santa Pasqua 2012

I COLORI DELLA PASQUA

L’altro giorno é venuto a trovarmi un amico e mi ha fatto un regalo: una scatola di tubetti colorati e qualche pennello.

E mi ha fatto una raccomandazione: “Divertiti a giocare con questi colori!”

E io ci ho provato: ho colorato la Pasqua!

Ho preso il giallo.

Giallo:

  • come il sole, che mi rende più contento;

  • come il sorriso della mia mamma, che mi ha appena regalato una carezza;

  • come un campo di girasoli fioriti;

  • come la contentezza del dire: “Giochiamo insieme”

E poi il verde, il colore della speranza.

Verde:

  • come le foglie spuntate sugli alberi dopo un freddo inverno;

  • come la possibilità di ricominciare a vivere una nuova esperienza;

  • come il perdono, che Gesù ha saputo donarmi anche questa volta;

  • come la possibilità di chiedere: “Hai voglia di stare con me?”

Il blu mi è venuto tra le mani da solo.

Blu:

  • come la distesa del mare, che ti rimanda all’infinito;

  • come l’acqua della bottiglietta, che mi sono scolato dopo la partita di pallone all’Oratorio;

  • come il cielo che si perde all’orizzonte; quel cielo che porta con sé delle sfumature: le scie degli aerei, i miei pensieri;

  • come la libertà, che va sempre alla ricerca della felicità

E ancora, il marrone.

A volte rischia di stonare un po’ rispetto agli colori più intensi e allegri.

Eppure il marrone è il colore:

  • della pianta che affonda le radici nella terra

  • come il legno della croce di Gesù

  • come la terra dove ogni uomo scava per far crescere le fondamenta della propria casa, della propria vita

  • marrone, come la stabilità e la pazienza, che cerchiamo continuamente nella nostra vita.

Certo, nel colorare la Pasqua non poteva mancare di certo il rosso, il colore dell’amore.

Rosso:

  • come l’impegno che ci ho messo nell’arrivare con gioia a vivere questa Pasqua;

  • come la fiducia, che ogni giorno tu Gesù mi rinnovi;

  • come la tunica di Gesù, simbolo di un Regno così speciale;

  • come l’entusiasmo del bambino che ti dice “Ti voglio bene!”

Avrei voluto fermarmi qui.

Ma poi mi sono reso conto che non avrei potuto non utilizzare altri colori.

Il grigio:

  • della tristezza, di tutte quelle volte che la pigrizia ha preso il sopravvento nelle scelte importanti della mia vita;

  • della nebbia del peccato, che non mi permette di vederti bene;

  • dell’indifferenza, che mi fa scivolare tutto addosso e cadere a terra senza quasi scalfirmi.

Il nero:

  • come la morte;

  • come la negazione del sentirsi perdonati;

  • come l’atteggiamento di chi non Ti ha voluto più vedere;

  • come il desiderio di restare ciechi di fronte ad ogni possibile speranza.

Il bianco mi è servito per fare, qua e là, delle sfumature,

perché la vita non è fatta di pennellate sempre così definite,

anzi, spesso,

sono proprio le sfumature (quei compromessi, quel rendersi conto che il nostro ideale si scontra con la realtà del quotidiano) che ci fanno apprezzare di più la nostra vita.

Aggiungendo il bianco ho potuto così creare altri colori e altre situazioni.

Ho avuto la possibilità di ricominciare di nuovo a giocare con i colori.

Ho cercato di immaginarmi così la scena delle donne al sepolcro.

E tutti i miei colori hanno riempito quel sepolcro buio, spento, vuoto.

Per terra, di fianco al lenzuolo in cui era avvolto Gesù, ho visto che è spuntato un fiore:

è proprio vero: “Solo se il seme muore porta frutto!”

E c’è anche una piccola perla: è una lacrima non versata, che sono riuscito a trattenere per Gesù, ricordando il suo sacrificio per me, e che ho voluto donarGli. Una lacrima che Lui ha saputo trasformare in una perla preziosa.

Solo se il seme muore porta frutto!”

Alzo gli occhi sopra il sepolcro. Avevo già visto qualcosa di simile il giorno di Natale.

Ora accade nuovamente!

Tutti i miei colori si sono messi insieme: c’è un grande arcobaleno!

Tutto assume una colorazione nuova: più viva, più accesa, più intensa!

E’ l’arcobaleno di Gesù!

E’ l’arcobaleno che nasce dopo il temporale della sua Passione!

E’ l’arcobaleno che vince il dubbio e l’indifferenza delle nostre vite!

E’ l’arcobaleno che ci invita a gustare il quotidiano con tutte le nostre morti e risurrezioni.

E tutto prende nuovamente vita e forma, con una gioia più grande e più vera!

Signore.

Tu sei tutto colorato.

Tu sei la gioia!

Tu vieni per colorarci,

per farci scoppiare di gioia!

Signore, eccomi, mi metto nelle tue mani,

come il tuo pennello,

quello che Tu puoi adoperare per colorare il mondo .

Voglio colorare la mia vita e quelle di chi mi sta intorno

coi colori della Tua Pasqua!

Fa che io possa restare con Te,

ascoltarTi, conoscerTi, diventare sempre più Tuo amico

e, pian piano, lasciare che il seme della Tua Risurrezione

germogli nella mia vita!

Amen

don Domenico